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"In un nuovo mondo che ci appare sempre più caotico, noi quasi imploriamo per qualcosa di ripetitivo e famigliare: senza degli schemi ripetitivi ci sentiamo abbandonati, e la vita potrebbe assomigliare ad una scala libera senza mancorrente che porta in una cantina buia. Perciò ci affidiamo agli schemi, li amiamo ed ammiriamo. Anche solo visualmente poche cose ci soddisfano come la bellezza di una spirale, o il ripetersi di una superficie ondulata d'acqua o sabbia, o una serie di cerchi concentrici. Tutte queste espressioni sono visualmente succulente: la mente ed il corpo le assaporano, come un cibo delizioso e nutriente" Diane Ackerman




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la danza dell’eternità #isadora duncan#

Se ricerchiamo la vera origine della danza, se ritorniamo alla natura, troviamo che la danza del futuro è la danza del passato, la danza dell’eternità, che è sempre stata e sempre sarà la stessa. Il movimento delle onde, dei venti, della terra esiste da sempre nella stessa eterna armonia. Noi non andiamo sulla spiaggia a chiedere all’oceano come fosse il suo movimento in passato e come sarà in futuro. [...] Solo i movimenti del corpo nudo possono essere completamente naturali. L’uomo, giunto al termine della civilizzazione, dovrà tornare alla nudità: non alla nudità inconsapevole del selvaggio, ma a quella conscia e riconosciuta dell’Uomo maturo, il cui corpo sarà l’espressione armoniosa della sua vita spirituale. Isadora Duncan, Lettere dalla danza, Firenze, La casa Usher, 1980